La filosofia dell’open source


Cosa significa quando leggete in rete che Emule è un software open source? Cosa significano queste parole inglesi che, tradotte letteralmente significano “sorgente aperta”?

Le prime comunità di studenti erano soliti scambiare i file, i programmi, insieme al “codice“, ovvero la serie di istruzioni sulle quali si basa un programma informatico, che richiede al computer l’esecuzione di una serie di operazioni di calcolo restituendone i risultati.

Il procedimento normale per lo sfruttamento dei diritti di un software è simile a quello dello sfruttamento delle opere di ingegno, pertanto la protezione dei diritti (ovvero la loro riserva a favore di un soggetto, in genere il creatore o il finanziatore) ne delimita il campo di applicazione e ne regola la divulgazione, attraverso la registrazione del brevetto, che nel mercato delle invenzioni ha lo stesso valore dell’iscrizione alla SIAE per le opere letterarie e audiovisive.

Nel corso del tempo il codice diventerà proprietà privata, la ditta che lo possiede ne impedisce, con opportuni brevetti, la divulgazione. L’utente può utilizzare il programma nato dal codice, ma a patto che lo acquisti o che ne riconosca la proprietà attraverso un altro tipo di negozio giuridico, che segue in genere le volontà del detentore dei diritti (il programma in prova, con funzioni limitate, ad esempio, può esser ceduto a titolo temporaneo e gratuitamente).

Il problema del cosiddetto “software proprietario” risiede nell’impossibilità, per gli utilizzatori finali, di poterlo adattare alle proprie specifiche esigenze, e di dipendere dal proprietario del programma per miglioramenti e modifiche, sia in termini di elaborazione delle modifiche, di miglioramento ed anche di rapidità con cui il proprietario risponde alle esigenze degli utenti. Per fare un paragone, sarebbe come se sulla propria automobile non si potessero apportare delle modifiche, per esempio per renderla più veloce o migliorarne i consumi, quando è palese che ciò potrebbe migliorarla. Infatti, le migliori applicazioni che circolano in rete sono quelle che annoverano nuove versioni e che in fin dei conti si basano sui miglioramenti suggeriti dagli utenti.

Per ovviare a questi problemi, soprattutto in ambito studentesco e tra gli sviluppatori di software, nasce l’idea di creare un codice del quale, invece di vietarne l’uso, si stimola la diffusione, lo studio, la sperimentazione di modifiche sostanziali ed anche la possibilità di redistribuirlo come proprio, con l’unico obbligo di segnalarne l’autore originario. E’ a grandi linee la base di quello che sarebbe poi stato battezzato come software “open source”.

Ed ecco che da quel momento nascono migliaia di software e persino interi sistemi operativi (Linux), che vengono distribuiti ed accolti da una comunità di sviluppatori e di esperti che finalmente possono liberamente studiarli e modificarli, apportare modifiche e miglioramenti senza dover ogni volta attendere il via libera dal proprietario.

La filosofia open source ha contagiato a tal punto la rete, che oggi essa è formata principalmente da contenuti prodotti dagli utenti e non dai professionisti. Ancora dieci anni fa il web era una grande vetrina, nella quale esporre qualcosa e a ciò avevano accesso solo i professionisti del settore o coloro che si rivolgevano a professionisti. La dimensione amatoriale e open source era poco praticata: oggi pare che non si possa fare a meno di questo e Wikipedia, la grande enciclopedia libera, incarna questo modo di pensare e di vedere internet.

Tra i programmi di maggior successo, sviluppati open source, oltre al già citato Linux c’è il re del file-sharing Emule. Il celebre Mulo si è sviluppato in quest’ambito, ed è questo uno dei motivi del suo strepitoso successo: dalla sua nascita nel 2002, grazie alla possibilità per tecnici ed appassionati di potere “metterci le mani sopra”, si è evoluto rapidamente in versioni sempre più aggiornate ed ottimizzate per soddisfare le esigenti richieste dei milioni di utilizzatori. Oggi scaricare emule è diventata una pratica tra le più diffuse nel mondo della rete, almeno quanto aprire un profilo Facebook.


Vuoi altre notizie correlate? Continua la lettura tra gli altri link del sito!


Scritto da:

Tutti gli articoli dello stesso autore:


Questo articolo e' stato scritto giovedì, 22 ottobre, 2009 ed e' stato inserito nella categoria Informatica e Web. E' possibile seguire altri articoli di questa categoria attraverso i feed. Puoi effettuare un trackback dal tuo sito.



Per far continuare ad esistere, crescere e proteggere Divietodispam.com, per renderci un vero mezzo di divulgazione aziendale, per continuare ad essere liberi e gratuiti, contribusici al mantenimento donando un solo 1 euro al mese.
Clicca sul bottone "Donazione" e compila il form di PayPal transizione sicura.


Per essere sempre aggiornato.

Subscribe to Article Marketing
Article Marketing on Facebook

Sponsor Link

  • Costruire il tuo risparmio

Archivio

Admin



lisinopril pharmacy. pills bactrim